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FABIO MAURI

Mauri, Fabio

Fabio Mauri (Roma, 1926-2009) è stato uno dei più versatili personaggi della cultura italiana dal dopoguerra ad oggi. La sua formazione artistica inizia a Roma con l’avanguardia della “Scuola di Piazza del Popolo” e ha un’importante svolta nel ’56 in seguito all’incontro con l’opera di Burri. Nel ’71 inizia la serie delle performance ideologiche e continua la sperimentazione di vari linguaggi espressivi. Tra il 1954 e il 2003 è presente più volte alla Biennale di Venezia. Forte anche la passione editoriale, ereditata dal padre Umberto e dalla madre Maria Luisa Bompiani: nel ’42 fonda la rivista “Il Setaccio” con Pasolini; nel ’68 la rivista “Quindici” insieme ad alcuni membri del Gruppo 63 di cui faceva parte (Balestrini, Sanguineti, Eco, Barilli, Arbasino ed altri); e nel ’76 la rivista d’arte e critica “La Città di Riga” (insieme a Boatto, Calvesi, Kounellis, Silva). Fra i suoi testi ricordiamo: Ebrea e Che cosa è il fascismo (1971), Linguaggio è guerra (1975), Manipolazione di cultura (1976), Cosa è, se è, l’ideologia nell’arte, (1984), Storia di un manifesto mancato (1988). Ampia raccolta dei suoi lavori è nel libro-catalogo FabioMauri: Opere e Azioni 1954-1994 (1994) ) e in Scritti inmostra. L’avanguardia come zona 1958-2008 (2008). Venti anni ha insegnato Estetica della sperimentazione all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Presidente dal 1983 delle Messaggerie Italiane e dal 2004 della casa editrice Garzanti Libri, nel 2009 aveva ricevuto la nomina a Grande Ufficiale alMerito della Repubblica.

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