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GHIGLIONE, MAURO

Artista di derivazione concettuale, la sua ricerca dal 1985 al 1993 mira ad indagare le possibilità espressive di materia e simbolo in contrapposizione all’effimero artistico (Galleria Zenith, Torino 1990; Studio Alaya, Genova 1993; Galleria A’PERT, Amsterdam 1989). In seguito il suo lavoro si fa più mentale e si focalizza sullo studio dei meccanismi mentali del pensiero e della percezione in relazione alla spazialità e alla memoria (Galleria A’PERT, Amsterdam, “Doppio invisibile”, 1994; Galleria Silvy Bassanese, Biella, “Trasfigura”, 1998; Galleria Martano, Torino, “Sum over histories”, 1999). Dal 2000 entra nel suo lavoro, quale tratto distintivo di un percorso, il rapporto con l’immagine fotografica, che gli consente da un lato di proseguire la sua ricerca sull’indagine dei meccanismi mentali che sottostanno all’opera, e dall’altro di affrontare problematiche maggiormente contemporanee, con una ricerca linguistica tesa a sottrarre lo specifico fotografico all’immagine per affrontarne la messa in crisi. Testimonianza di questo tratto distintivo la si trova nelle esposizioni realizzate alla Galleria Silvy Bassanese di Biella (“Shhmt – Passencore”, 2000; “My hands, my mind”, 2005), al Foyer del Teatro della Corte di Genova (“My Heart, my shoes”, videoinstallazione 2001), a Torino (“Manifest To – manifesto d’artista”, a cura della GAM), al PAC – Padiglione Arte Contemporanea di Milano (“Utopie quotidiane”, 2002), alla Galleria Maria Cilena di Milano (“Game open e dintorni”, 2003), alla Galleria S. Salvatore di Modena (“Game over”, 2003), alla Galleria Michela Rizzo di Venezia (“Fresh and Clean”, 2005). Dal 2005, pur mantenendo intatto il linguaggio individuato, il suo lavoro si orienta al mondo delle idee non tanto come approccio filosofico quanto piuttosto alla nascita di un pensiero inedito, o meglio alla creazione di ready-made filosofici; testimonianza di questo operare rimangono le mostre a Gavi Ligure (“Polemos”, 2006, a cura di Angela Madesani), alla Galleria UnimediaModern di Genova (“Doppio gioco”, 2005; “Sta una fuga fra noi”, 2008 – vedi appendice), alla Galleria Balmelli di Bellinzona (“Ad est dell’equatore”, 2010), alla Galleria Michela Rizzo di Venezia (“Paso doble”, con Franco Vaccari, 2009; “Complesse sparizioni”, 2015).

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