9788899567545

Collana

Pagine146

Pubblicazionenovembre 2018

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Silingardi, Adriano

La città invisibile – di Adriano Silingardi

In questo volume fotografico, delicato e insieme brutale, Adriano Silingardi restituisce a noi lettori una storia genovese dolorosa e da molti dimenticata, una storia che assomiglia a quella di tanti altri quartieri di altre città italiane, devastati da una speculazione edilizia che non guarda in faccia nessuno e che ancora oggi provoca angoscia e nostalgia ai pochi protagonisti di questa storia ancora in vita,
ma non solo. Riportiamo alcuni stralci della presentazione dell’autore, e a seguire una frase tratta dalla prefazione di Giuliano Galletta, giornalista e a sua volta autore di libri e genovese che ricorda bene questa vicenda.

«Non è facile parlare di via Madre di Dio, della sua storia, della sua fine e della sua nuova vita. Non è facile perché la sua storia è
stata raccontata molte volte, la fine è stata un dramma per i suoi abitanti e una sconfitta per la città. (…) Per quelli troppo giovani per ricordare e per quelli che hanno ignorato o dimenticato, ho provato a descrivere con la fotografia il percorso di una piccola valle “fuori le mura” trasformata nei secoli in un quartiere immortalato da illustratori, pittori e fotografi, distrutto con la cattiveria che solo la sete di guadagno degli speculatori e l’indifferenza dell’opinione pubblica può scatenare, ed infine risorta come agglomerato di architetture neo-brutaliste dalla vivibilità incerta. (…) I vecchi protagonisti degli sgomberi ormai sono anziani, moltissimi sono scomparsi, tutti i superstiti e i loro discendenti sono sparsi per la città. Hanno un attaccamento alle loro radici che appare incomprensibile in un mondo ormai veloce e superficiale, un amore sconfinato per un quartiere vissuto come un mondo felice». Adriano Silingardi

«Il libro di Silingardi, commovente ma soprattutto necessario, assume un particolare significato nel momento attuale, in cui Genova si trova di fronte a nuove macerie, quelle del ponte Morandi, e, proprio come dopo una guerra (asimmetrica), è costretta a contare i morti, i feriti, gli sfollati. Anche questi ultimi, proprio come gli abitanti di via della Madre di Dio, si trovano sradicati ed estromessi dalla propria comunità, speriamo non in modo irreparabile. Forse queste due vicende, così lontane fra loro, servono entrambe a rammentarci un principio, tanto semplice quanto disatteso, ovvero che le persone valgono più di qualsiasi rendita.» Giuliano Galletta