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Pagine111

Pubblicazionegennaio 2018

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Galli, Giorgio

Le morti felici – di Giorgio Galli

Come spiega lo stesso autore, «non si tratta di morti felici nel senso convenzionale: vi appaiono Sándor Márai in procinto di suicidarsi per ricongiungersi all’adorata moglie; Franz Kafka che, nell’agonia, sente di aver raggiunto la capacità di sentimento a cui aveva sempre aspirato; Bella Chagall che, pur morendo giovane, si rallegra di essere diventata, nell’arte di suo marito, l’immagine stessa dell’amore e afferma: “Io muoio viva”; Jean Sibelius che aspetta di fondersi alla natura finlandese dando così un definitivo suggello al Silenzio scelto come compositore. Sono morti felici perché cariche di senso, perché l’artista raggiunge in quell’istante la perfezione inseguita in tutto il suo percorso spirituale; perché l’arte fa il lavoro della morte, folgorando un istante per renderlo eterno».

Recensioni

Giovanna Amato su “Le morti felici” di Giorgio Galli

«Così vorrei imparare a vedere anche la morte: come una libreria ormai talmente stipata che... Leggi »

Convenzionali su “Le morti felici” di G. Galli

Su "Convenzionali", Gabriele Ottaviani recensisce il libro Le morti felici di Giorgio Galli, che "in... Leggi »

Su “Le morti felici” di G. Galli

Sul sito di critica musicale (ma non solo) www.amfortas.wordpress.com di Paolo Bullo, seguitissimo da appassionati... Leggi »

Roberto Corsi su “Le morti felici” di G. Galli

Ringraziamo anche Roberto Corsi per quest'altra bellissima recensione al libro Le morti felici di Giorgio... Leggi »

Su “Le morti felici” di G. Galli

Grazie a Ilaria Seclì per quest'approfondita nota di lettura sul libro Le morti felici di Giorgio... Leggi »