Trama:
Franco Croce in questo libro segue il metodo di altri suoi lavori montaliani: una illustrazione cioè del significato anche letterale dei testi, che ne restituisca la difficile articolazione (e ne rispetti, quando è il caso, la feconda ambiguità). Lo applica stavolta a tutta l’opera del poeta in un preciso impegno di fare “storia della poesia montaliana”, segnando di scorcio i nessi con il contesto letterario e politico e soprattutto scandendo sulle linee di continuità gli scacchi, le crescite, i ripiegamenti, nella convinzione che la grandezza di Montale si colga a pieno soltanto se non si appiattisce, in una uniformità di fatto inesistente, il ricco svolgimento della sua poetica.
Ricostruire la storia della poesia di Eugenio Montale significa anche illuminarla intrecciandola all’itinerario biografico e intellettuale del poeta, e quindi – discretamente – a quegli “incontri” e a quelle “occasioni” che sostanziarono di esperienza di vita il suo lavoro letterario.
Ne risulta – proprio entro un risentito chiaroscuro (entro persino una non celata impazienza verso esiti minori) – un appassionato invito all’ascolto della parola di Montale nei suoi momenti, umanamente e culturalmente, più complessi ed alti.
Integrano il testo una esauriente cronologia e una aggiornatissima bibliografia che rendono il volume un agevole e indispensabile strumento di consultazione.
Autore:
Franco Croce (1927-2004)
ha insegnato Letteratura italiana all’Università di Genova. Si è occupato soprattutto di letteratura secentesca (Carlo de’ Dottori, 1957; Federico Della Valle, 1965; Tre momenti del barocco letterario italiano, 1966) e di Eugenio Montale (vedi, tra l’altro, Le occasioni, «La Rassegna della Letteratura Italiana», 1966; La primavera hitleriana in Letture montaliane, 1977; Satura in La poesia di Montale, 1983).







