Il libro
Il libro sviscera il tema della solitudine, della diversità, dell’emarginazione e delle relazioni umane nel mondo contemporaneo, riflettendo sul concetto di “noi” in contrapposizione a “gli altri” in una società sempre più orientata al consumismo e all’ipocrisia. È una riflessione su chi viene escluso e su come la società definisca l’essere “normale” attraverso l’esistenza dell’”anormale”.
La storia ruota intorno a quattro i personaggi che rappresentano, a diversi livelli, “gli altri” o gli emarginati della società, personaggi accomunati dall’esperienza del dolore, della tristezza e del silenzio che condividono la condizione di essere “diversi” e per questo respinti, esclusi o disprezzati dalla maggioranza, che li usa per definire la propria “normalità” e ai quali non rimane altro che cercare di trovare un senso alla propria esistenza creandosi una propria filosofia o una strategia di sopravvivenza: la distanza del porcospino, appunto.
Gli autori
filologo e scrittore, ha conseguito la laurea in Linguistica inglese presso l’Università Hacettepe, in Media e Comunicazione presso l’Università Anadolu e il Master in Sociologia e Filosofia presso l’Università Uludağ.
Dal 2003 tiene laboratori su vari argomenti quali scrittura creativa, lettura creativa, prospettiva e consapevolezza nell’arte presso università, licei privati e diverse istituzioni e partecipa come relatore su molte piattaforme.
Ha scritto Nü Peride (1998) – romanzo con il quale ha vinto nel 1998 il premio per la letteratura Yunus Nadi –, Gölge Yaşatan (2001), İlişmek (2005), Struma
(2008), Varlık ve Piçlik (2014), e Kenet (2024).
La distanza del porcospino (Kirpi Mesafesi) è stato pubblicato nel 2019 da Eksik Parça. Le sue opere sono state tradotte in molte lingue e sono lette in tutto il mondo.





